Lo scorso 6 marzo, presso la Prefettura, si è svolta una seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del Sindaco di Castelfiorentino, Francesca Giannì, e dei vertici delle Forze di polizia. Nel corso della riunione, analizzando le iniziative in atto per il miglioramento della sicurezza urbana, è emersa la necessità di adottare un provvedimento speciale contingibile e urgente ai sensi dell’art. 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.LL.P.S.).
In seguito a tale valutazione, il Prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino, ha emanato un’ordinanza che impone il divieto di stazionamento nell’area circostante la stazione ferroviaria di Castelfiorentino per coloro che assumano comportamenti aggressivi, creando un concreto pericolo per la sicurezza pubblica.
L’ordinanza, valida per sei mesi, interesserà le seguenti zone del Comune di Castelfiorentino:
• via Cosimo Ridolfi
• via Matteotti
• via Garibaldi
• via Agostino Testaferrata
• via della Costituente
• piazza Antonio Gramsci
• via XX Settembre
• via XXIV Maggio
Il divieto si applicherà ai soggetti che, in queste aree, adottino atteggiamenti aggressivi, minacciosi o molesti in modo persistente, compromettendo la sicurezza pubblica e limitando la fruibilità degli spazi. Il provvedimento riguarda, in particolare, coloro che siano già stati segnalati all’Autorità giudiziaria per uno o più dei seguenti reati:
• Articoli 73 e 74 del D.P.R. 309/90 (reati in materia di stupefacenti)
• Articoli 581, 582, 588 e 590 del Codice Penale (reati contro la persona)
• Articolo 624 bis, comma 2 (furto con strappo)
• Articolo 628 (rapina)
• Articolo 633 (invasione di terreni o edifici)
• Articolo 635 (danneggiamento)
• Articolo 697 (detenzione abusiva di armi)
• Articolo 699 (porto abusivo di armi)
• Articolo 4 della Legge 110/1975 (porto di armi o oggetti atti a offendere)
Le eventuali violazioni dell’ordinanza, che prevede l’allontanamento dei soggetti interessati, potranno essere perseguite anche sotto il profilo penale, ai sensi dell’art. 17 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e dell’art. 650 del Codice Penale.