Cocaina in gravidanza: effetti sul neonato

Cocaina in gravidanza: effetti sul neonato
cocaina in gravidanza
Nonostante le campagne, i convegni, l'informazione e la sensibilizzazione nelle scuole, il consumo di droghe rimane ancora ad oggi uno dei mali più gravi della società

Partendo dal presupposto che il consumo di droghe in Italia sia illegale e che faccia ovviamente male alla salute, spesso si tendono a sottovalutare gli effetti al lungo termine legate all’assunzione di allucinogeni, anfetamine, sostanze stupefacenti o droghe sintetiche.  Nonostante le campagne, i convegni, l’informazione e la sensibilizzazione nelle scuole, il consumo di droghe rimane ancora ad oggi uno dei mali più gravi della società, coinvolgendo non solo generazioni adulte, ma anche e soprattutto quelle più giovani.

La cocaina in particolare comporta danni al corpo e alla mente non indifferenti, con effetti immediati ed eccitanti che poi si rivelano sempre più coinvolgenti a tal punto da richiedere dosi sempre maggiori e che possano soddisfare quel senso di assuefazione che un consumatore frequente prova. Vi sono poi dei casi limite in cui la cocaina potrebbe riservare danni ancor maggiori, come nel caso in cui si assuma durante la gravidanza. Quali sono i rischi per la futura madre e soprattutto quali quelli legati al feto e al futuro nascituro? La questione non è da sottovalutare.

Cocaina in gravidanza, rischi e conseguenze sulla salute della madre e del bambino

La cocaina è una sostanza alcaloide derivante dalla Erythroxilum Coca, è estratta dalle foglie di questa pianta. Originaria del Perù e usata come coadiuvante della sopportazione delle alture nei paesi montanari del luogo, si diffonde in tutta Europa e nella zona settentrionale del globo già verso il 700/800.

Sigmund Freud ad esempio ne era un assiduo consumatore, poiché il fine ultimo della cocaina è quello di stimolare il sistema nervoso centrale, generando sentimenti di eccitazione sessuale e fisica, vedendo un incremento della forza fisica e una maggiore stimolazione mentale. L’estrazione dalle foglie di coca genera poi al livello chimico una polvere bianca e cristallina, spesso assunta tramite inalazione ed endovena, anche se è la prima forma quella maggiormente diffusa.

I principali effetti sull’uomo legati al consumo della cocaina sono eccitazione mentale, aumento della reattività fisica, netta diminuzione del senso di fame, di sete e di sonno, aumento delle percezioni sensoriali ed extrasensoriali, euforia e predisposizione maggiore ai rapporti sociali. Gli effetti hanno una durata variabile da soggetto a soggetto, anche se solitamente i casi riportano un lasso di tempo che varia dalle due sino alle tre ore. Ma cosa accade se una donna in gravidanza assume cocaina?

Cocaina e madre in gravidanza: effetti e rischi

La cocaina tende a indurre con molta facilità e velocità la dipendenza. Spesso i soggetti in astinenza diventano irritabili, irascibili, predisposti alla sonnolenza e alla depressione, non considerando le conseguenze fisiche del caso quali dolori muscolari improvvisi, crampi allo stomaco, dolori articolari e ad altezza sterno, paralisi del sonno, delle vie respiratorie e nei casi più gravi arresto cardiaco con conseguente morte. Le donne hanno una minore predisposizione alla cocaina e possono soffrire maggiormente gli effetti, specialmente se in stato interessante.

Difatti una donna che consuma regolarmente cocaina durante la gravidanza può innanzitutto comportare un distacco della placenta, specialmente nei primi quattro mesi di gestazione. Inoltre il feto può subire malformazioni sullo sviluppo di ossa e polmoni, sviluppare difetti congeniti con conseguente aborto spontaneo, parto prematuro e crescita insufficiente del feto.

La riduzione dell’appetito e della sete inoltre impedirebbe alla madre di fornire tutti i nutrienti necessari al feto per il suo sviluppo e un eventuale arresto cardiaco potrebbe seriamente compromettere la vita futura del piccolo. Se siete in gravidanza e state facendo abuso di droghe e in particolare cocaina, non esitate a rivolgervi a un medico o a un centro di recupero per tossicodipendenti affinché possano rivolgervi tutto l’aiuto e il sostegno possibile.

Chiedere aiuto

Consigliamo di rivolgersi a un centro come il San Nicola, Centro Recupero Dipendenze, specializzato nella riabilitazione e nella disintossicazione da cocaina, stupefacenti, altre sostanze psicotrope, ma non solo, anche ludopatia e nuove dipendenze. Il personale sanitario professionale accompagnerà il paziente in tutto il percorso definito e con un approccio sano ed umano saprà come non farlo sentire solo, ma guidato in tutte le varie fasi del percorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti