I bambini invisibili: il convegno di Empoli un faro sulla violenza assistita

I bambini invisibili: il convegno di Empoli un faro sulla violenza assistita
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Il Centro Aiuto Donna Lilith di Empoli, punto di riferimento per l’Empolese Valdelsa, è da sempre in prima linea nell’offrire supporto a donne e minori vittime di violenza

Lunedì 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne, un’occasione per riflettere e sensibilizzare sul fenomeno della violenza di genere e sulle sue molteplici conseguenze. Il Centro Aiuto Donna Lilith di Empoli, punto di riferimento per l’Empolese Valdelsa, è da sempre in prima linea nell’offrire supporto a donne e minori vittime di violenza.

Sabato 23 novembre, il Centro ha organizzato un importante convegno dal titolo “I bambini invisibili: la violenza assistita dai minori”, presso la sala della sezione soci Coop di Empoli. L’evento ha posto l’attenzione su una forma di abuso troppo spesso sottovalutata: la violenza assistita, definita dal Coordinamento Italiano dei Servizi per il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia (CISMAI) come l’esperienza vissuta dai bambini e dalle bambine nell’assistere, direttamente o indirettamente, a maltrattamenti sulla madre o su altre figure di riferimento significative.

In Italia, sono moltissimi i minori che subiscono questo tipo di violenza, con conseguenze gravi sul loro sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo. I bambini che assistono alla violenza vivono una condizione di paura costante, rabbia e impotenza, che si traduce in difficoltà di apprendimento, ansia, problemi comportamentali e compromissione delle loro future relazioni. Purtroppo, la violenza assistita è ancora un reato poco riconosciuto e spesso minimizzato: il luogo comune secondo cui, se il bambino non è colpito fisicamente, “non è una vittima” continua a orientare in modo errato le scelte di tutela nei loro confronti.

Durante il convegno, i relatori hanno approfondito questi temi, mettendo in luce quanto sia necessario un approccio più consapevole per proteggere i minori che vivono situazioni di maltrattamento “senza lividi”. Per il Centro Lilith, questo significa non solo offrire protezione fisica, ma anche prendersi cura dei bambini attraverso attività psicoeducative che promuovono l’educazione emotiva, il contenimento delle emozioni e lo sviluppo delle abilità relazionali.

All’iniziativa hanno portato i saluti istituzionali Eleonora Gallerini, presidente delle Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli e del Centro Aiuto Donna Lilith, Francesca Martini, presidente della Sezione Soci Coop di Empoli, e il sindaco di EmpoliAlessio Mantellassi. Sono intervenuti Federica Pierini eDesdemona Balducci, rispettivamente psicologa e avvocatessa del Centro Aiuto Donna Lilith, Loredana Moraru, assistente sociale, e Andrea Barani, referente del Codice Rosa e responsabile minori e famiglie per la SDS Empolese Valdarno Valdelsa. Hanno inoltre partecipato Giancarlo Consoli, dirigente del Commissariato di Polizia di Empoli, e il maresciallo dei CarabinieriAndrea Dianda, moderati da Maya Albano, psicologa e coordinatrice del Centro. Presente anche l'assessora ai diritti civili e pari opportunità del Comune di Empoli Valentina Torrini.

Il convegno si è concluso con un suggestivo flashmob curato dalla Scuola di danza MD Academy di Montelupo Fiorentino, che con la forza espressiva della danza ha saputo emozionare tutti i presenti. A seguire, la sezione soci Coop ha offerto un momento conviviale con un rinfresco.

Eleonora Gallerini, presidente del Centro Lilith, ha voluto esprimere la propria gratitudine: “Un ringraziamento sentito ai relatori, alla sezione soci Coop e alle bravissime ragazze della scuola di danza che hanno saputo trasmettere emozioni profonde attraverso la loro performance. La violenza assistita è un fenomeno che rende i bambini invisibili agli occhi della società, ma il nostro impegno quotidiano è volto a restituire loro dignità e voce, aiutandoli a ricostruire un futuro migliore”.

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio lavoro del Centro Lilith, che non si limita a offrire rifugio alle donne, ma dedica un’attenzione particolare ai bambini coinvolti, contribuendo a spezzare il ciclo della violenza e a promuovere una nuova cultura del rispetto e della consapevolezza. Nel 2023, si sono rivolte alla struttura 189 nuove donne, a cui si aggiungono oltre 100 casi già seguiti dagli anni precedenti. Le case rifugio hanno accolto 32 donne e 21 bambini in emergenza, 20 donne e 18 minori in protezione, e 17 donne con 16 figli nelle strutture di seconda accoglienza.

I dati parziali relativi al 2024, aggiornati al 1° novembre, evidenziano un aumento significativo delle richieste di aiuto: 231 nuove donne hanno trovato il coraggio di rivolgersi al Centro, un incremento netto rispetto all’anno precedente. Le strutture hanno accolto 18 donne e 25 bambini in emergenza, 28 donne e 30 minori nelle case rifugio, e 17 donne con 15 figli nelle strutture di seconda accoglienza.

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