Il disegno del drago presumibilmente di Leonardo Da Vinci: intervista con il sindaco Daniele Vanni

Il disegno del drago presumibilmente di Leonardo Da Vinci: intervista con il sindaco Daniele Vanni
leonardo da vinci
Gruppo di ricerca, studiosi e restauratori all'opera per indagare sull'appartenenza al maestro Leonardo da Vinci di un disegno a carboncino rinvenuto in una fattoria

Proseguono, nonostante il maltempo dei giorni scorsi, le indagini sulla schizzata a carboncino rinvenuta proprio in queste ultime settimane, raffigurante una figura ibrida, meglio individuata come “pistrice”, mezzo drago, mezzo unicorno. Sappiamo che il genio Leonardo Da Vinci nutriva un particolare interesse verso le figure fantastiche e mostruose e grazie alle tecnologie impiegate si sta a poco a poco ricostruendo anche il periodo di realizzazione, che potrebbe coincidere proprio con il periodo della venuta del maestro vinciano nella sua città natale per stipulare un atto notarile, se non addirittura qualche anno prima. Se così fosse, ci troveremmo di fronte alla scoperta del primo disegno conosciuto di Leonardo, l'opera più antica. Intanto nella cittadina vinciana si respira aria di attesa e trepidazione per i risultati delle ricerche.

Insieme al Sindaco Daniele Vanni abbiamo cercato di approfondire le fasi e gli sviluppi di questo avvincente enigma e dettagli inediti sul disegno rinvenuto in quella piccola stanza, dove chi ha avuto la possibilità di entrare è stato travolto da “un'atmosfera che sa di storia, di arte e di bellezza”.

Buongiorno Sindaco Vanni e grazie per la sua disponibilità nell’approfondire insieme a noi largomento per la scoperta dello schizzo a carboncino rinvenuto sulla cappa di una camino storico appartenente allattuale Fattoria Bracci e ipoteticamente realizzato dal maestro Leonardo Da Vinci.

“Buongiorno. Mi fa molto piacere approfondire con voi questo argomento, che devo essere sincero, tra i tanti progetti che stiamo portando avanti nel settore della cultura e del turismo, è quello che più mi affascina. Il disegno non è un semplice schizzo, ma un disegno a carboncino di dimensioni importanti, 80X90 cm che si trova su un camino di un edificio di proprietà del comune in prossimità del Castello dei Conti Guidi”.

La datazione potrebbe riferirsi agli anni fra il 1478 e il 1480-81, periodo in cui, come anche lei ha sottolineato, Leonardo Da Vinci (alletà di 26 anni) risulta essere testimone di un atto stipulato a Vinci per la presa a livello (affitto) di un mulino.

“Il 1478 è una data fondamentale, perché sappiamo con certezza che Leonardo in quell'anno era presente per un periodo a Vinci, ma oltre a questo possiamo affermare chiaramente che i rapporti tra Leonardo e la sua città natale sono stati continui. Per esempio il disegno del paesaggio 8p datato 1473 rappresenta la Valdinievole e il suo punto di vista è da collocarsi sul Montalbano. 

Se viene confermata l'attribuzione del disegno al Genio Universale non è da escludere che possa essere stato realizzato prima del 1473. Questo potrebbe voler dire avere a Vinci il primo disegno conosciuto di Leonardo, l'opera più antica”.

Si ipotizza appunto la riconducibilità alla mano del maestro rinascimentale, dato il suo interesse verso le creature mostruose e fantastiche, come draghi e unicorni. Il disegno rappresenta una figura ibrida simile a una pistrice. Può dirci come è stato rinvenuto il disegno? 

“Il disegno di trova su un camino che è stato oggetto di alcune infiltrazioni negli ultimi anni. Le infiltrazioni hanno permesso di mettere maggiormente in evidenza l'opera che la Dottoressa Barsanti ha iniziato a studiare in maniera approfondita. Il disegno sicuramente per molto tempo è rimasto celato. Dagli studi che stiamo conducendo abbiamo rilevato almeno 4 strati di scialbo con cui in passato era stato ricoperto il camino”.

Quando è stato dato il via alle ricerche condotto dal gruppo di studiosi composto dalla direttrice del museo Roberta Barsanti (direttrice del Museo Leonardiano di Vinci), da Andrea De Marchi e Pietro Marani, sotto la guida scientifica della Soprintendenza Abap di Firenze?

“Da qualche mese il gruppo di studiosi sta analizzando il disegno avvalendosi anche di strumenti tecnologici. Gli approfondimenti più preziosi riguardano i raffronti del tratto con le opere conosciute di Leonardo e in particolare con i disegni realizzati in giovane età di draghi, unicorni e creature fantastiche. Con l'avanzamento dei lavori di restauro potrebbero emergere nuovi dettagli utili alle conclusioni della commissione sulla possibile attribuzione”.

Cosa si prova a ritrovarsi di fronte ad un disegno di tale fattura, a prescindere che possa essere confermata o meno la mano di Leonardo?

“È una grande emozione. Il disegno è antico, di ottima fattura e il tratto è di grande qualità. Tutti gli addetti ai lavori che hanno la possibilità di entrare in queste settimane in quella piccola stanza dicono di respirare un'atmosfera particolare. Un'atmosfera che sa di storia, di arte e di bellezza”.

Quando potremo avere delle risposte dagli accertamenti dellequipe di ricerca?

“Mi auguro il prima possibile. Se devo fare una previsione credo che avremo risposte concrete prima dell'estate”.

E se fosse veramente riconosciuta come unopera del maestro, quale scenario potrebbe prospettarsi per la città di Vinci?

“Al di là della possibile attribuzione, il disegno è un'opera importante e antica che entrerà a far parte del nostro percorso museale con una nuova sezione che allestiremo sul tema di Leonardo da Vinci e le creature fantastiche, riproponendo un approfondimento sui disegni da lui realizzati tra gli anni 70 e gli anni 80 del 1400”.

Che impatto avrebbe sul territorio la presenza di unopera del genere secondo lei?

“Amministrare un territorio vuol dire rimanere con i piedi per terra, anche se con quello che è accaduto negli ultimi mesi non è facile. Se l'attribuzione fosse confermata sicuramente si accenderebbero i riflettori sul legame tra Leonardo e la sua città natale amplificando il tema delle origini del Genio Universale. Di conseguenza sarebbe lecito aspettarsi un aumento consistente dei flussi turistici. Questo ci darebbe la possibilità di valorizzare tutto il nostro territorio e l'Ambito turistico dell'Empolese-Valdelsa che ha molto da offrire in termini culturali, artistici, paesaggistici, di prodotti locali e di servizi di ospitalità”.

I cittadini in particolare come hanno risposto alla notizia?

“A Vinci c'è molto entusiasmo e si respira un'atmosfera di attesa per conoscere ulteriori sviluppi che potrebbero arrivare dal restauro del disegno. La nostra città viene da anni difficili, in cui il turismo ha risentito in modo particolare del covid e della situazione a livello internazionale. Una scoperta di questo tipo potrebbe risollevare anche le attività commerciali e portare nuovi investimenti e servizi da parte di privati”.

Sappiamo che siete molto attenti alla collaborazione anche con gli artisti del territorio legati a Vinci. Cosa cambierebbe anche in questa prospettiva se fosse appurata loriginalità dellopera?

“Su questo tema già prima della scoperta del Drago stavamo lavorando per puntare ad un ulteriore salto di qualità. Abbiamo ideato un bando che proietterà la nostra città a livello internazionale per selezionare 7 artisti che realizzeranno 7 opere d'arte dedicate a Leonardo da collocare in un percorso culturale all'interno della città.  

Il progetto si chiama “Vinci Città Museo” e ha l'obiettivo di rendere il borgo più accattivante grazie all'arte e di permettere una maggiore permanenza dei turisti nella nostra città”.

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