Cosa vuoi fare da grande? Resti o te ne vai? E se te ne vai, poi che fai? Torni? Perché resti? Cos’è per te casa?
Nasce così l’evento spot “Restare”, che si è svolto sabato 21 dicembre alla Vela di Margherita Hack: dalla raccolta di centinaia di risposte ad un form online spammato ovunque dal gruppo formato da qualche mese de “La Redazione Empoli”. Un’assemblea di giovani under 30, che hanno voluto dare vita ad un nuovo punto redazionale spontaneo e autogestito sul modello dei fondatori de “La Redazione Roma” e il successivo “La Redazione Milano”, divenuti spazi reali del mensile “Scomodo”.
Il progetto è “un tentativo di costruire alternative per le nuove generazioni di questo paese anche fuori dalle grandi aree metropolitane; scegliamo di farlo in modo collettivo e dal basso". Allegra Stagi, responsabile della comunità empolese di Scomodo, aggiunge: “Restare è un evento nato da una comunità, è un lavoro partecipativo che ha coinvolto moltissimi under 30 del territorio, e non solo, che dimostra come è possibile, anche in provincia, creare spazi di espressione e fermento culturale”.
Tutto ciò è stato messo appunto con la giornata di sabato, una no stop di 12 ore, realizzata con il supporto del Comune di Empoli nell’ambito del progetto DUM (diamoci una mossa).
Tante le attività inserite per tutti e tutte le età, come: sport (calcio, basket, skateboard), cultura, arte e artigianato del territorio, talk con la scrittrice Carlotta Vagnoli e i BNKR44, stand up Comedy e musica ad oltranza che ha visto una live jam con la regia di Emma Nolde e tantissimi dj set, tra cui lo Spot Sunday.
Una faccia di Empoli più urbana insomma, più interessante, stimolante e più vissuta da chi ne fa parte ma non si vede, un sottobosco che c’è e ti fa capire che scegliere la provincia, la periferia creando spazi di condivisione “è un atto di resistenza”, per citare Carlotta Vagnoli durante il talk.
Una giornata che ha messo in evidenza l’anima di chi vive il territorio.
Tante sono le motivazioni per restare che sottolineano i ragazzi di Scomodo: la crisi abitativa, il caro affitti, la repressione del dissenso sempre più accentuata, il monopolio dei centri urbani che sono diventati luoghi boutique.
Restare per loro vuol dire resistere, vivere la propria comunità e dare una dimensione a quello che resta. “Restare nella provincia, con i nostri legami, con la nostra rete”. Un dato che si è riscontrato tra l’altro per l’84% dalle risposte ricevute dal form: restare per i legami affettivi. Si sperimenta l’uscita dalla provincia, ma la maggior parte delle volte poi si torna, “bello ma non ci vivrei”, abbattendo il mito visionario che si aveva una volta “parti e fatti un futuro lontano da casa per trovare ricchezza e successo”.
Ovvio, la città offre più occasioni, più conoscenze, ma come è emerso anche dal talk è necessario capire se le condizioni di vita sono sostenibili e consone, se è possibile creare una comunità sana e affettiva con i propri coetanei e se si preferisce la sfera intima o più anonima.
Per capire meglio l’anima del movimento e la creazione della sede dislocata di Empoli, abbiamo intervistato Brando Carasso, responsabile de La Redazione di Roma, tra i fondatori di Scomodo, che ha supportato e contribuito alla nascita del progetto anche nel territorio empolese. Insieme le redazioni hanno cercato di capire la sensibilità e le necessità per restituire e creare qualcosa tutti insieme, che si è concretizzato nella creazione delle Redazione e dell’evento spot di sabato.
Ma come nasce Scomodo?
Nel 2016 a Roma dei giovanissimi liceali, si incontrano si ritrovano e seduti decidono che hanno la necessità di organizzarsi per fare qualcosa per la loro comunità, per i loro coetanei e per le generazioni che verranno. Insieme, in maniera orizzontale e generativa iniziano a creare molte cose. Il risultato principale è il mensile “Scomodo”, diffuso in tutta Italia. Ma non solo, un altro obiettivo principale è investire sulla comunità off-line, creando giornate come quella di sabato ad esempio, o attività di socialità in spazi autogestiti.
Moderatrice della redazione di Scomodo: Alice Melani